23 novembre 2003
Una pessima favoletta
Il Pino Marino e la Panchina Chiaccherina
son vecchio e ricordo alto e verde ero un tempo ed alto e bianco adesso al sole asciugo
io nuova e lucente di verde vernice di verde di pino e di bianco solare splendente
…il pino cresceva sulla cima della scogliera…un angolo riparato sulla costa della Provenza, a La Croix-Valmer… un picco dove il frastagliarsi della terra baciata dal mare disegnava un piccola insenatura…
…da vari decenni il pino respirava l'aria del mare, si pasceva del sale della sua solitudine… offriva all'occhieggiare del sole mediterraneo la carezza del vento sulla sua chioma… intimità o solitudine?…beh son stati d'animo…per il pino era intimità…era il suo mondo, fatto di tempo dilatato e onirico scorrere dei giorni e delle stagioni…
…La Croix era un posto fuori dai giri turistici… quasi solo la gente del paese andava lì sulla scogliera…tutti i giorni qualcuno saliva fin lì a immergersi nel mare, nel sole e nel vento, proprio come faceva il pino fin da quando era nato…
…poi qualcuno decise di mettere un panchina sotto al pino… era una panchina di legno, un'asse bianca e una verde, alternate, il bianco della panchina per il verde del pino e il verde della panchina per il bianco del sale che incrostava la corteccia del pino…così scelse i colori la gente di La Croix… il sole e il mare, giallo e blu di Provenza, facevano il resto…
…il pino, come accade tutti i vecchi, era parecchio scocciato da quel fatto nuovo, da quella intrusione nella sua intimità… non aveva affatto bisogno di quella panchina e pensava che nessuno avesse bisogno di quella novità…e invece la panchina fu molto apprezzata dalla gente del paese… il numero di persone che andava fin lassù, sul picco della scogliera, aumentò e ogni tanto arrivava anche qualche turista…
…la panchina, com'è nella natura di tutte le panchine, era una grande ascoltatrice… come tutte le ascoltatrici, era anche una gran chiaccherona…a sera, per questo destino ineluttabile, la panchina sentiva un impellente bisogno di raccontare a qualcuno tutte le cose che aveva sentito durante il giorno… questa era la sua natura, accogliere e testimoniare…
…eppure le mancava qualcosa…le mancava una spalla, un appoggio, un conforto… qualcuno che capisse e amasse quel suo essere panchina, quel suo sempiterno accogliere e testimoniare…
… le notti del pino marino passavano ad ascoltare la voce di quella nuova panchina chiaccherina…dapprima il pino era molto seccato ma poi cominciò a incuriosirsi di tutti quei particolari, inauditi e curiosi, che emergevano da quel fabulare notturno…
…le tremule chiaccherate dei vecchi quando commentano fatti attuali e si raccontano fatti passati… e tutto ripassano con la stessa logica e ripetizione di giudizi e di modi di dire che rende la vita passata e presente come una favola…e i giochi dei bambini, che trasformano mondi fantastici in realtà vive e presenti…e le chiacchere e i baci degli innamorati, che sciolgono il passato e il presente come lava d'un vulcano e tutto fan sembrare futuro…
…tutte queste cose ascoltava la panchina durante il giorno e a notte le ributtava fuori, a volte mescolandole o confondendole fra loro per giovanile entusiasmo … ebbhe, avrete capito che fra vecchi, bambini e innamorati la panchina chiaccherina aveva un repertorio di fatti e di sogni che spaziava e mescolava il passato, al presente al futuro… e questo pout-pourri, se da un lato confondeva il vecchio pino, dall'altro lo affascinava ogni giorno di più…
…quante novità, quanti punti di vista, quanti gusti nuovi emergevano dai racconti di quella panchina…pian piano l'irritazione per l'intrusione alla sua intimità, si trasformò in consapevolezza della solitudine, e poi in curiosità, sempre crescente, e la curiosità in bisogno…
…e altrettanta curiosità aveva la panchina per il pino…sempre zitto, sempre musone, sempre intento a bearsi del sole, del mare e del vento…eppure così bello e forte…
…e cos'è la curiosità se non la dolce anticamera dell'amore?…
…accadde che il pino marino e la panchina chiaccherina s'innamorarono…
…non fu un amore travolgente, non fu la passione d'un giorno… fu un amore quieto e solido che crebbe ogni giorno di piu' e divenne piu' forte del ferro
…invecchiarono insieme e alla fine …
…alla fine non ci fu piu' bisogno che la panchina raccontasse al pino le cose che aveva sentito durante il giorno… il pino era panchina e la panchina era pino…
…e la comunione del silenzio fu piu' forte di ogni parola, più forte del sole, del mare, del vento…
| inviato da il 23/11/2003 alle 3:4 | |
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